
Thomas Gauck
a pugno chiuso viaggio nel gelo
infinito gelo rappreso nei sedimenti calcarei
delle ossa
guardando intorno distese immense di grida perse
nel niente e solo
resta l’ ombra selvaggia del demone a
scalzare il vuoto
a riportar al campo il vomere abbandonato
aprendo la terra
semi spargendo all’ aria alla terra al cielo
.
ri-cucire parole riarse rinascendole in
ritmi di antichi strumenti

Immagine da http://www.dimijianimages.com
e che sia Buon Natale
alla terra depredata soffocata sacrificata
sotto un cielo oscurato
che sia Buon Natale
in ogni luogo
fin giù nelle crepe dei deserti infuocati
nella gola dei vulcani nella bocca dei fiumi
che sia Buon Natale
nel profondo sprofondato degli oceani
nel baratro vastissimo dello spazio
fra orbite astrali di luce a oscurità
nel nido delle radici secolari radici d’ erba di grano di vite
nei vortici di sabbia raschia la pelle lima la vista
dove si sperde il senso dell’ umano
e più non semina il sangue
il senso dolce di corrispondenza creatura a creatura filamento
di unico respiro.
profuma di zenzero
il sorger del giorno
e pane fragrante
è la terra,
solo erbe fresche
a mazzi appese
alla soglia
dell’ alba
quando
l’ aria è un brivido
come d’ ali
al primo volo.
In silenzi di
luce vibranti.