
Immagine di Brooke Shaden
raccolgo in vuoti di concavi spazi
pensieri – dubbi in navigazione di lune sperse
sparse parole filano sabbia cenere calda risorge
giorni – tempo filtrato in mille clessidre
luce riflessa su cristalli —– l’ eco rifrange il suono di mille
vagiti si nasce e si rinasce sotto questo sole che
smuore pian piano
piano trasmigrando all’ orizzonte dell’ oltre - altrove da qui -
raccolgo nella pozza delle mani la luce lanterna e
fonte
sommersa che lenta riaffiora:
la mia radice beve.

Immagine di aquila460 da Flickr
e il sangue disegna la via
del tempo
liquidi corsi in ragnatele disegnate
da follia comune offesa perpetua in perpetui corsi e ricorsi
- parla la storia dell’ uomo sulla terra attonita al dolore e al pianto –
e solo la memoria resta memoria chiama ancora al riscatto
inascoltata
costruita di ossa in ossari sul fiume che s’ ingrossa fra argini sempre più bassi
il tracimare del sangue è in agguato
- quando l’ ultimo lume annegherà la luce -
.
eppure un solo sole scalda l’ ieri e l’ oggi e una sola carne
tutti riveste, fragile calda feconda
una sola carne una sola voce che chiama alla vita.
.
Tutti radici dello stesso albero.
ricamo la neve dei passi
sull’ orma lasciata dal merlo sperduto
rincorro le lingue di gelo
festoni in riflessi di luce
ritaglio figure di carta
li appendo alla trave
riapro il baule degli anni
i natali destati vi corrono fuori affollano
la camera dei bambini
cavalli a dondolo bambole piattini e tazzine
trenini sfrecciano sul pavimento
libri aprono pagine ingiallite
vola un aeroplanino rosso sopra il letto
i natali degli ieri bambini ridono giocano riaprono la porta del tempo:
la mano ora incerta una stella cometa
d’ argento fissa al tetto della nuda capanna
trafitta dai venti di tutti i respiri
di tutti i sospiri
di ogni singolo verbo coniugato nel nome
e per nome di speranze come fiocchi
di candida neve.

rintocca l’ ora e
svolge
la molla dei ricordi a
rincorrersi fra le pagine del libro
fragile l’ airone è sulla riva
dove l’ ansa deposita alla cova
l’ uovo del tempo che resta
infranto, l’ oggi
vacilla in
dissonanti molteplicità
ostaggio di ieri e domani
fra quel che è stato
e quel che sarà.
Una storia in
dolcissime cadenze
a ritmo con il battito di ciglia,
con lo stormir di fronde,
là dove il sole cade e l’ ombra allunga
il passo, velata veglia
di notturno umore
fugaci anelli di armonie
come canti per
il tempo a venire.