
Immagine di Brooke Shaden
raccolgo in vuoti di concavi spazi
pensieri – dubbi in navigazione di lune sperse
sparse parole filano sabbia cenere calda risorge
giorni – tempo filtrato in mille clessidre
luce riflessa su cristalli —– l’ eco rifrange il suono di mille
vagiti si nasce e si rinasce sotto questo sole che
smuore pian piano
piano trasmigrando all’ orizzonte dell’ oltre - altrove da qui -
raccolgo nella pozza delle mani la luce lanterna e
fonte
sommersa che lenta riaffiora:
la mia radice beve.

Fotografia di George Hoyningen Huene
l’ altrove è una linea spessa tesa di corde attorcigliate
nebbiosa soglia approdo di significati
indecifrabili
- le stelle appena (sog)nate -
parola di terra fonda fremente di radici vive
speranza svaporata in
giochi di parole sensi diluiti in mari senza sale
lungo il filo della follia che sanguina la carne e
crolla ogni difesa
l’ altrove è il punto minimo
su cui fermarsi in equilibrio sulla punta del piede.
Senza ritorno
il grido va alla deriva
- senza confine é l’ oceano della vita -
alla deriva verso sponde di miracoli
altrove senza sapere dove
altrove senza ritorno al mondo stretto
delle cose
senza futuro.