Archive for the 'poesie di grandi autori' Category

Gli Angeli

Dicembre 22nd, 2009 by admin

Gli Angeli 

 di 

Czeslaw Milosz 

Vi hanno tolto le vesti bianche,
Le ali e perfino l’esistenza,
e tuttavia io vi credo, messaggeri.
Là dove il mondo è girato a rovescio,
Pesante stoffa ricamata di stelle e animali,
Passeggiate esaminando
i punti veritieri della cucitura.
La vostra tappa qui è breve,
Forse nell’ora mattutina,
se il cielo è limpido,
In una melodia ripetuta da un uccello,
O nel profumo delle mele verso sera
Quando la luce rende magici i frutteti.
Dicono che vi abbia inventato qualcuno,
Ma non ne sono convinto.
Perché gli uomini hanno inventato
anche se stessi.
La voce -senza dubbio questa è la prova,
Perché appartiene a esseri
indubbiamente limpidi,
Leggeri, alati (perché no?)
Cinti dalla folgore.
Ho udito sovente questa voce in sogno
E, cosa ancor più strana,
capivo pressappoco il dettame
o l’invito in lingua ultraterrena:

E’ presto giorno.
Ancora uno.
Fa’ ciò che puoi.

Natura

Marzo 18th, 2009 by admin

 

Immagine di JT in a new era

Una poesia di Mario Luzi

La terra e a lei concorde il mare 
e sopra ovunque un mare più giocondo 
per la veloce fiamma dei passeri 
e la via 
della riposante luna e del sonno 
dei dolci corpi socchiusi alla vita 
e alla morte su un campo; 
e per quelle voci che scendono 
sfuggendo a misteriose porte e balzano 
sopra noi come uccelli folli di tornare 
sopra le isole originali cantando: 
qui si prepara 
un giaciglio di porpora e un canto che culla 
per chi non ha potuto dormire 
sì dura era la pietra, 
sì acuminato l’amore.

Cuore sospeso

Febbraio 16th, 2009 by admin

Una poesia di Vicente Aleixandre 

da La distruzione o amore,
1933

Uccello come luna,
luna pendente o bella,
bassa come un cuore che si stringe,
sospesa senza filo a una lacrima oscura.
Tristezza contagiosa
nel deserto del nulla,
senza un corpo incantevole,
senza un’anima o vetro
dove poter riflettere un bel raggio.
La chiarità del petto o forse del mondo,

con in mezzo sospesa la medaglia,

bacio che s’è rappreso in sangue puro,

muscolo doloroso, cuore fermo.

Un uccello soltanto, forse ombra,

forse anche la dolente latta triste

o il becco affilato che su un labbro

recise fiori, un giallo filo o polline di luna.
Per questi raggi freddi,

medaglia ormai compiuta o solitudine,

spettro quasi tangibile

di una luna o di sangue o bacio infine.
 

Vicente Aleixandre fu membro dell’Accademia Española e nel 1977 ricevette il Premio Nobel per la letteratura.