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La grande castrazione

UtenteMessaggio

22:19
28 ottobre 2009


Rose

Ospite

Secondo Dan Brown, in “Ageli e demoni”, Pio IX nel 1857 avrebbe dato luogo a questa “terribile tragedia per l'arte rinascimentale … Il Papa aveva deciso che le forme maschili potevano indurre alla concupiscenza. Armatosi perciò di martello e scalpello, aveva staccato i genitali a tutte le statue maschili presenti in Vaticano. Aveva mutilato sculture di apolli, efebi, satiri e poi coperto il danno con foglie di fico in gesso. Erano state evirate centinaia di statue.” Surprised

Sapevo delle 'mutande' con cui erano state coperte le parti intime in molti quadri e affreschi (lo stesso Giudizio Universale nella Cappella Sistina), ma non conoscevo questo fatto, né mi è riuscito di trovarne notizia, al di fuori del libro di Brown.

 

   

Adamo ed Eva di Masaccio, prima e dopo il restauro

10:13
29 ottobre 2009


Pietro

Ospite

La censura ed il ritocco delle immagini non sono cose solo degli anni passati. Ha fatto scalpore quanto è accaduto l'anno scorso a Palazzo Chigi, quando sono stati coperti il seno e l'ombelico della Verità del Tiepolo, il dipinto che abbellisce la Sala delle conferenze stampa del governo.

(prima e dopo l'intervento)

Ricordo la bagarre che ne è seguita sui giornali e la battuta attribuita a Mediaset: "Se il presidente comincia a coprire le tette, che fine farà il palinsesto di tutta la rete?" Wink

(ringrazio la signora Rose per l'assistenza nel postare le immagini – abbiate pazienza, sto imparando)

21:36
29 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Vai benissimo, Pietro!Smile

La Maja Desnuda e La Maja Vestida di Goya. Nell'Europa del XIX secolo, era comune avere due dipinti dello stesso soggetto per lo stesso posto nel muro. A seconda degli ospiti che si ricevevano, veniva mostrato l'uno o l'altro. 

dmk

22:23
29 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Pare che la censura non sia tanto lontana, dato che nel metrò di Londra non è stato affisso il poster con la Venere nuda del pittore rinascimentale tedesco Lucas Cranach il vecchio. Malgrado la mostra alla Royal Academy of Arts, dedicata all'artista, molto noto e apprezzato in Gran Bretagna, il quadro con la dea dell'amore è stato giudicato "potenzialmente offensivo per i passeggeri". "Purtroppo non abbiamo una versione B con Venere vestita", ha risposto acido un portavoce del museo.

dmk

22:33
29 ottobre 2009


Manfredi

Ospite

"la campagna delle foglie di fico"!!!!

il Giudizio Universale fu oggetto di una forte disputa tra il Cardinale Carafa e Michelangelo: l'artista venne accusato di immoralità e intollerabile oscenità e l'opera fu definita dalla Santa Inquisizione come "un bordello di nudi". La reazione non si fece aspettare e la censura si materializzò nella "campagna delle foglie di fico". Dopo la morte di Michelangelo, venne emessa una legge per coprire i genitali, lavoro che venne commissionato a Daniele da Volterra, un apprendista del pittore che coprì i genitali delle figure con delle specie di perizomi e dopo questo lavoro venne soprannominato "Braghettone".

Ho letto Angeli e demoni e ho trovato lì la faccenda della "castrazione", non ho fatto verifiche e ricerche, ma sono propenso a prender per vera la nota di Brown che generalmente è parecchio documentato. Mi piacerebbe fare un controllo…

14:24
30 ottobre 2009


Rose

Ospite

Sto finendo "Angeli e demoni". Un po' rocambolesco, con vari colpi di scena, com'è nello stile di D.Brown. Anche a me piacerebbe controllare alcuni dei riferimenti che fa a certe opere d'arte …

Però quella Venere nuda dell'artista tedesco non mi piace … e non perchè è nuda. Smile

Che contraddizioni!  Un tempo il nudo 'artistico' era ammesso e veniva censurato l'altro. Ora in televisione, al cinema, sui giornali  passa di tutto e censurano l'arte. Boh! Confused

19:21
30 ottobre 2009


sandra

Ospite

Non sapevo che la Maya ci fosse nelle due versioni Surprised

Troooooppo simpatico. Un'ironia da sballo! SmileWinkSmile

21:47
30 ottobre 2009


Manfredi

Ospite

Un'ironia da sballo!

cara Sandra, io ci vedo piuttosto l' ipocrisia ottocentesca…WinkSmile

13:11
31 ottobre 2009


sandra

Ospite

Caro Manfred, mi piace pensare che Goya ci abbia messo un po' d'ironia. Wink Comunque, ho letto che probabilmente non era neppure la stessa donna. In effetti i visi sono diversi. Ciauz! Kiss

17:17
31 ottobre 2009


Manfredi

Ospite

cara Sandra, molte le cose dette sui due dipinti, molte le storie quasi leggende fiorite intorno alla modellaLaugh

La Maja Desnuda è stata dipinta prima del 1800, anno della prima segnalazione documentata dell'opera. La prima menzione della Maja desnuda appare infatti nel diario di Pedro González de Sepúlveda, incisore e accademico, che ne riferisce come parte della collezione d'arte di Manuel Godoy (primo ministro di Spagna fino al 1808).

Secondo la descrizione del Sepúlveda, in visita al palazzo di Godoy nel novembre 1880, nel gabinetto privato del “Principe della Pace” è presente una collezione di nudi femminili.

Occorre a questo punto precisare che in  Spagna le immagini di nudo, anche quelle ipocritamente ammantate dell'aura mitologia tipica della pittura europea del tempo, erano proibite dalla Chiesa e punite dall' Inquisizione: si arrivò al punto che nel XVIII due re spagnoli mandarono al rogo tutti i nudi.

La Desnuda è un nudo del tutto diverso da quelli “mitologici”: solo un uomo potente come Godoy poteva sfidare in modo così aperto le disposizioni del Sant' Uffizio e tenersi in casa un quadro del genere.

La Maja vestida fu invece dipinta tra il 1802 2 il 1805, probabilmente su commissione dello stesso Manuel Godoy.

Manca però il documento della loro commissione e questo ha creato una sorta di mistero intorno ai due quadri, fino alla fantasiosa ipotesi che essi ritraessero la Duchessa de Alba (che, si dice, fu amante di Goya, il quale la immortalò in diversi dipinti).

Goya, La Duchessa de Alba, Collezione de Alba, Madrid

Alla morte della duchessa, nel 1802, tutti i suoi quadri divennero di proprietà di Godoy, per cui potrebbero essere pervenuti a lui in questo modo,

La proprietà dei quadri potrebbe svelare alla fine il mistero dell'identità della modella: vista l'amicizia, probabilmente intima, che Goya nutriva per la duchessa d'Alba, di cui ha lasciato vari ritratti e di una qualche somiglianza con le Maja (soprattutto con la Desnuda), si pensò a lei come misteriosa modella dei dipinti.

Si ritiene oggi come molto più probabile modella della Maja desnuda l'amante di Godoy, Pepita Tudò.

Pepita Tudò

In ogni caso, date certe somiglianze fisiche tra le due donne, è probabile che Goya, nel ritrarre Pepita abbia evocato in qualche modo la Cayetana. Si è anche ritenuto da alcuni che la testa della Desnuda, che non sarebbe – secondo costoro – in armonia con il corpo, fosse stata dipinta per coprire il volto di Pepita, dopo il matrimonio del ministro con una nobildonna, per ordine del re. A questo punto non sarebbe stato conveniente per Godoy tenersi in casa il ritratto nudo dell'amante: di qui l'ordine a Goya di cambiare il volto della Desnuda e di realizzare una versione casta dello stesso dipinto. Recentemente i raggi X hanno però definitivamente smentito quest'ipotesi

Joaquín Ezquerra del Bayo, nel suo libro La Duquesa de Alba y Goya afferma, basandosi sulla somiglianza della postura e sulle dimensioni delle Maja, che si sarebbe potuto, mediante un ingegnoso meccanismo, far sostituire la Vestida con la Desnuda in un gioco erotico svolto nell'alcova più segreta di Godoy.

Nel 1807 Godoy cadde in disgrazia presso il nuovo re Ferdinado VII che si appropriò della sua collezione di dipinti.

Il 16 marzo 1815 la Camera Segreta dell' Inquisizione ordinava: “… che si chiami a comparire davanti a questo tribunale il detto Goya perché le riconosca e dica se sono opera sua, con che motivo le fece, per incarico di chi e che fine si proponesse”. Non sappiamo quali furono le risposte che Goya dovette dare dinanzi al Tribunale dell'Inquisizione: sappiamo che il pittore evitò una condanna grazie all'intercessione del cardinaleLuigi Maria di Borbone – Spagna,ma la Desnuda fu sequestrata perché “oscena” e praticamente cancellata alla vista di chiunque fino all'inizio del XX secolo.

Entrambi i quadri trovarono collocazione alla Real Accademia de San Fernando, la Vestida regolarmente esposta, la Desnuda in una stanza riservata, ad accesso controllato, insieme ad altri nudi. 

17:25
31 ottobre 2009


Manfredi

Ospite

Altro nudo che fece scandalo:

Diego Velasquez, Venere allo specchio, 1648

anche questo dipinto venne ritrovato nel gabinetto di Godoy dopo l' anno 1800.

se poi posso permettermi un' osservazione "di parte" Wink, forse colpisce di più la Maya vestida che l' altra, con quell' abito incollato al corpo a suggerire e a sottolineare le forme…il tutto carico di sottintesiWink



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