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UtenteMessaggio

17:09
19 ottobre 2010


Carmen

Ospite

Io sono morta…
dai tempi natali

sono morta e voi non lo sapete
voi non sapete del riscatto da pagare
è per questo sono tornata
nel regno dei morti.

E'
che…
io, cerco nelle vostre tasche una monetina
una sola
quella che vi avanza,
ma voi….
voi non potete darmela
non potete darmi ciò che non possedete.
voi non possedete nulla…

per

me.

Io non sono grande.
I grandi non muoiono mai.

Qualcuno, tempo fa, disse che
ero un volatile
forse aveva ragione, o forse anzi no,
i volatili volano

io

non

volo

mai

dacché provai e fui colpita
planai su un campo di grano
ora vivo senza ali.

Invece sono un tasto
un tasto qualunque di un pianoforte a coda
molte mani sono passati sopra
di me
alcuni mi hanno sfiorato
altri sono stati andanti e forti
qualcuno ha suonato fortissimo

sono stata rapsodia
e musica da camera.

Ma ora sono qui
a pagare il mio riscatto
il riscatto dell'unico peccato
che ho fatto

quello
di non saperti perdonare
per la lacrima che cade.

Carmen


Nota: questa anche è una vecchia “prosia”. La scrissi in una sala piena di gente.
Così come nacque, visse. Buona lettura!

17:33
19 ottobre 2010


OmarBunfai

Ospite

Quanto l'ho sentita mia questa poesia!

Si parla di un'anima morta alla Gogol, la psiche di una persona declassata che ha sempre vissuto nell'ombra e vede le immagini della sua vita apparire e scomparire, fuori dal vuoto oscuro dell'oblio e in esso di nuovo memoria, visioni messagere di luce e di pioggia, che alzano il tremolio delle loro lampadine brillanti e svaniscono in un istante.

Eppure possono essere intraviste  abbastanza a lungo da essere conservate come ombre su una parte di un foglio inchiostrato o in una pagina informatica di un sito.

Non è mai peccato cercare di essere felici di stare al mondo e di cercare di essere unici, insostituibili come il padiglione delle proprie orecchie o il proprio DNA.

La grande poesia come questa salva l'impronta digitale della nostra anima dal suo cancellamento.

LA tua unicità, Carmen ti salverà per sempre dall'orrenda omologazione globale che ci circonda.

Paghiamo fiduciosi il riscatto per diventare quello che davvero siamo.

Preferiti, ah no, qua non c'è, va bè, la preferisco nel cuore.

Ciao! e grazie!

18:48
19 ottobre 2010


admin

Amministratore

messaggi3520

Prosia che non può essere altro che di CarmenSmile

Ho sempre ammirato le tue prosie così come la tua particolarissima immaginazione che ti permette espressioni mitiche. (ho già detto, mi pare, che leggerti, è sfogliare miti).

Grazie, Carmen, per questo lavoro e grazie a Omar per il rapporto con le Anime morte di Gogol. Calzante, non c' é che dire.

Qui emerge una figura, indistinta, senza fattezze delineate, senza indicazione alcuna se non la sua “pochezza”

Io non sono grande. 

sono un tasto 
un tasto qualunque di un pianoforte a coda …

Figura che è musica suonata da altri. Tornata a pagare “il riscatto” per quell' unica colpa:

di non saperti perdonare 
per la lacrima che cade

Finisce così, desolata e forte insieme. Sofferenza coniugata a forza, in questo ritorno dal regno dei morti. Basicamente salvifica.

dmk

10:36
24 ottobre 2010


Carmen

Ospite

Grazie per i vostri bei commenti e riflessioni. Sono sempre un arricchimento per me che scrivo.

Un abbraccio grande e a presto!

Carmen



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