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Il grigio degli occhi

UtenteMessaggio

16:59
27 ottobre 2010


Carmen

Ospite

http://digilander.libero.it/PensieriInVolo" alt="" width="135" height="105" />

 

Il preludio sta negli occhi
di quello che sarà
o di quello che sarà un giorno stato
come il cielo al mattino
quando monta il futuro
e spezza il passato

il colore indefinito
degli occhi di un vecchio
è come quello del bambino appena nato.

Nel colore imprecisato
resta invero un arrivo
e il ritorno.

Carmen

18:19
27 ottobre 2010


admin

Amministratore

messaggi3520

il colore indefinito
degli occhi di un vecchio
è come quello del bambino appena nato.

Nel colore imprecisato
resta invero un arrivo
e il ritorno.

 

Vero, Carmen. Hai espresso un parallelo di grande efficacia.

dmk

15:22
28 ottobre 2010


Carmen

Ospite

Grazie Daniela e a presto!

 

Carmen

19:59
28 ottobre 2010


fernirosso

Ospite

il colore indefinito

degli occhi di un vecchio

è come quello del bambino appena nato.

 

C'è,negli occhi dei bambini un velo, come quello che si forma nei vecchi.L'ho visto da vicino in mio padre, poi l'ho ritrovato anche in mia madre,anche se lacerato, come se la lunga malattia, non gli permettesse di uniformarsi e lo strappasse di continuo.Mi sono chiesta se fosse qualcosa come una specie di  artificio, che la vita mette in atto per porre distanza tra le cose del mondo,quelle che vanno viste, e quelle che vanno solamante sentite, ascoltate, percepite, ma non viste. Come se, all'inizio e alla fine, si dovesse fare esperienza di un'altra sensorialità, che ci permette di attraversare distanze diverse da quelle che la vista può cogliere e quelle che i luoghi e le passioni ci seminano, attraverso i vasi degli occhi, in tutto il terreno del corpo.

Grazie Carmen,ferni

21:47
28 ottobre 2010


Manfredi

Ospite

è la velatura che affratella l' inizio e la fine, credo. un dato che da fisico, si colora di metafisico e, come tale, crea possibili mondi di significato.

il neonato non vede – ancora -, ancora sospeso fra il "mondo" appena lasciato e quello in cui é stato chiamato.

il vecchio vede – ha visto e vedrebbe – tutto, ma è sospeso fra il mondo delle cose e quello oltre le cose…

in effetti, due diverse dimensioni di sensorialità. riflessione molto bella che mi ha portato a guardarmi allo specchio, poiché sono vecchio, ma non ho trovato il "velo"… forse non sono ancora abbastanza vecchio…

22:09
28 ottobre 2010


fernirosso

Ospite

non ti conosco Manfred, ma da come rispondi e scrivi non credo tu lo abbia.Il velo, si forma anche nelle parole.Nei vecchi o è di una tela cruda, oppure è una garza leggera: entrambe sono diaframmi per separarsi dal mondo e mettono distanza tra sè e tutto il resto.No, tu non l'hai il velo ancora,non sei ancora abbastanza vecchio. ferni



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