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Caravaggio: un cristiano senza Chiesa

UtenteMessaggio

07:44
15 febbraio 2011


OmarBunfai

Ospite

"Satana lotta contro Dio, e il loro campo di battaglia è il cuore dell'uomo."

Dostoevskij.

 

Vi siete mai chiesti chi ero veramente, gentili visitatori che affollate le mostre dei miei quadri?

Vi vedo mentre restate incantati davanti alle mie figure immerse nell’ombra e possedute dalla luce sfolgorante di un bagliore che le prende dall’alto.

Vi sento mentre spendete elogi d’ogni genere per la mia opera e la mia persona.

Alle volte siete esagerati e troppo retorici.

E’ meglio che mi conosciate meglio, prima di giudicare.

Ho sempre odiato l’ipocrisia e vorrei farvi capire qualcosa del mio cuore profondo.

Per lavoro ho sempre frequentato le Chiese, soprattutto quelle di Roma.

Molti sacerdoti mi hanno sempre aspramente criticato per il fatto che non mi facevo mai il segno della croce prima di entrare in Chiesa.

Rispondevo loro che il segnarsi attenua i peccati veniali, che io invece ne avevo solo di mortali.

Cominciate a capire meglio con chi avete a che fare?

Guardate uno dei miei quadri preferiti ed entrate nelle contraddizioni del mio cuore passionale, che detesta i compromessi e le falsità dei prevosti e dei bravi borghesi, padri di famiglia.

 

 

 

Mi vedete, in alto a destra, mentre illumino con una lampada quell’uomo vestito di rosso che sta per essere catturato, processato, condannato  e giustiziato in modo infamante ?

Potete capire quanto sento profondamente la forza redentrice di quel Gesù, come condivido intimamente gli alti valori espressi nei suoi insegnamenti?

Riuscite a immaginare quanto bene posso volere a quell’uomo buono e innocente?

Eppure, aspettate a lodarmi per la resa del quadro.

Io non sono in grado di porgere l’altra guancia, non sono mai riuscito ad amare i miei nemici e uno l’ho anche ferito a morte, anche se quel crimine era al di là delle mie intenzioni.

Prima di glorificarmi, come fate spesso, come un campione della cristianità, sappiate che raramente non ho desiderato la donna d’altri e spesso anche gli uomini delle altre e che non ho mai, ma proprio mai,  saputo perdonare chi m’ha offeso.

Come quel mio quadro, anche il mio cuore è una tempesta di mare.

La luce pura e incorrotta della mia fede in quell’uomo si fa strada a fatica, a squarci violenti e imperiosi, nell’oscurità, come i bagliori sinistri che vedete sulle nere armature degli sgherri del male che vengono a prendere il Signore.

Lo illumino, lo amo come me stesso, ma non muovo un muscolo per aiutarlo e difenderlo dalla violenza che incombe su di lui.

Sono anch’io come Giuda che lo bacia per tradirlo: non riesco a prevalere sul buio delle mie trasgressioni carnali, non riesco ad aver ragione della sovranità degli istinti primordiali dell’ira e della lussuria  che mi possiedono.

Sono schiavo dell’abulia che mi ottunde: quell’uomo ha bisogno di me e io resto lì indifferente, pensando ai miei ridicoli pennelli.

Ho solo una via di fuga dai miei conflitti senza possibilità di sintesi: la mia arte pittorica, che è lacerante armonia del bello e della creazione e lavacro dei miei sbagli; mia personale fonte di redenzione e mia sola, unica possibilità di salvezza.

Guardatemi: come un nuovo Diogene, cerco con la lanterna la luce della verità.

E state pur certi che se i vostri scienziati mi mostrassero tutte le loro verità ultime, io resterei sempre dalla parte di Gesù, anche se mi dimostrassero mille volte che sbaglia.

Ma osservatemi bene, e se potete, datemi solo un grammo della vostra comprensione.

Io sono nello stesso tempo, vicino e lontanissimo a Gesù.

E lui è nello stesso tempo per me prossimo e inafferrabile.

Questo è l’insondabile mistero del mio cuore, diviso a dadi tra il bene e il male.

Gesù ha detto: così deve essere il cuore umano, libero, consapevole delle sue scelte di odio e d’amore e non schiavo di ritualità e intermediari esterni.

E’ meraviglioso il tuo insegnamento, Maestro: ma spesso il cuore mi fa paura.

 

Come vorrei essere come Gesù: guardate le sue mani.

Vedete come le abbassa e come incrocia le dita?

Ecco quel gesto me l’ha suggerito qualcosa di superiore alla mia arte.

Il Maestro accetta la cattura e l’inizio del suo martirio.

Ecco dove la libertà si trasfigura: in un dono d’amore per gli altri.

 

L’essere da tramite a quel gesto di sovrumana bellezza e di divina forza interiore è l’unica speranza che ha illuminato la mia vita splendida e terribile; l’unica scintilla di Senso che ha accompagnato i miei frequenti soggiorni nelle tenebre.

 

Tenetene conto, quando m’incensate, mentre passate davanti  alle mie tele.

Ricordate: sono solo stato uno strumento per ricordare al mondo la bellezza del mio inarrivabile Maestro.

Il mio talento ha senso solo se rivolgete un pensiero anche a Lui.

19:14
15 febbraio 2011


Carmen

Ospite

che bella Omar questa immedesimazione, in si sente una umanità che gronda d'amore!

Grazie e a presto!

 

Carmen

10:44
16 febbraio 2011


OmarBunfai

Ospite

Grazie Carmen! Buona vita!

21:42
16 febbraio 2011


admin

Amministratore

messaggi3520

Michelangelo Merisi da Caravaggio

Avvincente brano che pone in risalto il dualismo umano, aspirazione alla luce contrapposta al lato terreno. Molto apprezzata la "descrizione" dell' opera La cattura di Gesù.

Mi piace molto Caravaggio artista e fra i suoi tanti lavori, uno di quelli che preferisco è La conversione di San Paolo, per il "colpo di luce" che si fa, quasi concretamente, rivelazione e sostanza.

 

dmk

21:53
16 febbraio 2011


admin

Amministratore

messaggi3520

dmk

19:03
17 febbraio 2011


Manfredi

Ospite

artista splendido, Caravaggio, vita con lati oscuri, la sua. irascibile, rapido alla vendetta, spesso torbido, esprime nelle opere di carattere religioso una tensione verso il "mistero" dell' infinita misericordia di Dio che enfatizza la dicotomia dell' uomo, miscela di bene e di male…

lavoro molto molto buono, contenuto reso vivo e attuale, Omar. grazie.

e grazie, dmk, per la "galleria"Laugh



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