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Tre cugini e un Tremenda

UtenteMessaggio

23:04
18 marzo 2009


Rose

Ospite

 

    Com’è strano il meccanismo dei ricordi … spesso basta un accenno musicale, un particolare profumo a creare un ‘dejà vu’ e a trasportarci indietro di decenni, per ritrovare i colori ed i suoni di un’infanzia che credevamo dimenticata.

 

    Oppure, forse è semplicemente l’età che avanza e, com’è risaputo, ci si sofferma volentieri sui tempi andati, anche perché, stranamente, all’improvviso sembrano più vivi di certi fatti accaduti il giorno prima.

 

    Anche mio fratello maggiore, quello che sta in America, ama ricordare il passato. Tant’è che negli ultimi tempi, al telefono, più di una volta mi aveva accennato ad un suo desiderio … una sorta di esigenza interiore, di tornare, per così dire, sulle tracce della sua infanzia e rivisitare i luoghi che l’avevano visto bambino ‘terribile’ (lui fu la prima ‘pecora nera’ della famiglia, ma in seguito, a turno, quasi tutti abbiamo rivestito quel ruolo).

 

    Frank Domenico, il mio ‘big brother’, un cuore gentile dentro un corpo decisamente ingombrante … la fotocopia dello zio prete, dicono tutti i parenti, al punto che, quando è in visita nel paesino di montagna dove lo zio svolgeva il suo ministero, capita sempre che qualche anziana signora si giri a guardarlo allibita, pensando di trovarsi davanti al “siùr arsiprét” redivivo.

 

    Eccolo qui, dunque, il mio fratellone, alla fine di un viaggio d’affari in Europa, più deciso che mai a compiere il suo ‘tuffo nel passato’.

Una bella influenza mi ha messo fuori combattimento e non sarò in grado di accompagnarlo a Miramare. Sì, perché è lì che vuole recarsi, a Rimini, il luogo dove, da bambini, si andava nella 'colonia' dello zio prete, appunto.

 Appurato che nella stretta cerchia familiare, nessuno condivide il suo desiderio, né ha il tempo di fare il viaggio con lui, Frank non demorde e comincia con l’andare a trovare i ‘cugini della montagna’.

 

Ah! questa famiglia di Agnosine merita una digressione importante. Dodici figli, ciascuno con la propria famiglia e un numero indefinito di nipoti. Uniti, come ogni famiglia dovrebbe essere. Quasi tutti impegnati nelle due/tre aziende familiari … sono la dimostrazione vivente che si può andar d’accordo sul lavoro, anche tra parenti e che si può restare uniti, anche dopo che ciascuno s’è creato la sua, di famiglia. In poche ore hanno organizzato un banchetto per incontrare me e Frank. Sono rimasta colpita dal gruppo dei giovani. Molto rispettosi, a turno sono venuti a baciare la nonna (una vera ‘matriarca’, ormai, la vecchia zia Giulia) e a salutare noi, i cugini in visita. Un tavolata allegra, ma senza eccessi, in un clima affettuoso e ospitale. Davvero una bella famiglia, questi B. di Agnosine.

 

    Ma dicevo di Frank, il sentimentale italo-americano, alla ricerca di compagnia per il suo viaggio nel passato. Evidentemente, certi tratti del cuore sono comuni ad una certa età, infatti, Frank non ha avuto difficoltà a comunicare il suo entusiasmo ai cugini Domenico dei Novagli, suo omonimo, Federico di Agnosine e ad un vecchio amico d’infanzia soprannominato, ai tempi, ‘Tremenda’, con cui aveva condiviso le vacanze al mare. Detto e fatto, i quattro compagni si sono accordati per quando partire per la loro avventura.

 

    Quando, un po’ febbricitante, a causa dell’influenza, li ho visti avviarsi, un paio di giorni dopo, a bordo del ‘fuoristrada’ di Domenico dei Novagli, mi sono detta: “Tre cugini ed un Tremenda”, ecco un titolo giusto per questa storia.

L’atmosfera era quella della scampagnata. Quattro allegri sessantenni, con l’aria di ‘bigiare scuola’ e davanti a sé alcune ore di viaggio, per confrontare ricordi ed esperienze. Fa niente se  ciascuno aveva il proprio carico di malanni legati all’età o alla cattiva salute, quello era un giorno di vacanza anche dalle preoccupazioni … infatti, le stesse mogli avevano dato il loro benevolo consenso.

 

    Tre cugini, dunque: Mènec, Tigre, Pagnuchìnô e l’amico Tremenda. Il primo, dal Minnesota, USA, il secondo dalla ‘bassa bresciana’ e gli altri due, dalla Val Sabbia. Dopo più di 50 anni si sono ritrovati, per compiere questo viaggio a ritroso nel tempo.  E’ passato mezzo secolo, sono molto cambiati, ciascuno ha ricevuto la sua misura di gioie e di problemi, dalla vita, ma hanno in comune il desiderio di rivivere le emozioni di un tempo.

 

    Ho dovuto attendere fino alla sera tardi, per avere il resoconto della gita. Frank mi ha raccontato, entusiasta, che “tutto è ancora là”. Hanno ritrovato la casa,  acquistata dallo zio prete da una maestra di Rimini che aveva insegnato a Bione  per molti anni e che alla fine ha voluto essere sepolta vicino al suo Don Giuseppe. La villa ha ancora un aspetto dignitoso ed è abitata. 

    Passeggiando lungo la strada, in nostri 4 amici hanno visto un’anziana, nel giardino di una casa vicina e le hanno rivolto la parola. La signora abita lì dagli anni ’50 e ricorda perfettamente il prete con la sua squadra di ragazzini che spesso sostavano sul suo muretto, nell’andare e venire dalla spiaggia. Possiamo immaginare la sua meraviglia nel sentire che quattro di quei bambini erano proprio quei signori davanti a lei.

E cos’avrà pensato la signora Z., rispondendo alla porta, quando i nostri amici si sono decisi a suonare alla villa, acquistata dai suoi genitori, dopo la morte dello zio prete? Con quale piacere, si saranno tutti resi conto, ad un certo punto, che la piccola Ester che giocava coi bimbi della colonia era proprio lei!?

 

    E poi la passeggiata sulla spiaggia, libera dalla miriade di ombrelloni che la ingombrano, quando è piena stagione. Chissà se i nostri amici hanno ritrovato l’atmosfera di 50 anni fa, respirando l’aria ventilata, ricca di salsedine. Frank mi ha detto che hanno ricordato le birichinate che combinavano. Lui aveva la fama di bambino terribile ed era facile attribuirgli anche le marachelle degli altri. In ogni caso, sembra che il vicino della villa, ad un certo punto abbia sporto una lamentela formale  allo zio, a causa della continua sparizione di ortaggi dal suo giardino. Frank ha ricevuto la sua parte di ‘scapaccioni’, gli altri pare l’abbiano fatta franca.

 

    Poi, un ricco pasto a base di pesce, al circolo nautico, con un amico di Tremenda e la moglie e quindi il viaggio di ritorno, col cuore gonfio di emozioni.

 

    La presenza di Frank in questi giorni ha fatto da catalizzatore per la memoria e la visita ai cugini di Agnosine ci ha ricordato la semplicità di un tempo, quando, nelle famiglie numerose, non era un problema l’arrivo di altri due o tre bambini, perché venivano messi ‘testa-coda’ con gli altri, nei grandi letti di crine. Che risate, quelle notti!

 

     

Com’è strano il meccanismo dei ricordi …

 

23:12
18 marzo 2009


Rose

Ospite

Ehi, una piccola cosa, senza pretese letterarie, per inaugurare la nuova sezione. Invitiamo chi ha scritto su viaggi o altre esperienze, a postare qui i propri lavori. Grazie. Smile

23:37
18 marzo 2009


franco

Ospite

“…ci si sofferma volentieri sui tempi andati, anche perchè, stranamente, all'improvviso sembrano più vivi, di certi fatti accaduti il giorno prima…”

Notazioni argute quasi buttate lì, un po' en passant, come spesso negli scritti di Rose;

C'è nel racconto la precisione del dettaglio che non scade mai in pedanteria, la capacità di tracciare con pennellate sapienti e sintetiche, personaggi, situazioni, squarci di vissuto.

Una nostalgia non di maniera, i ricordi che pian piano, con grazia e senza retorica, pervadono il lettore e sembra quasi gli appartengano, tanto sono veri, tanto sono suggestivi.

L'originalità di uno scrivere che in realtà è un narrare, senza declamare, ma con intensità mitigata dalla costante e lieve presenza di un sorriso.

f

09:24
19 marzo 2009


Rose

Ospite

Grazie, franco per il tuo commento puntuale e lusinghiero. In realtà sono solo brevi note, scritte sulla base del racconto fattomi da mio fratello. Forse avrei dovuto romanzarlo un po' … Così è proprio quello che è accaduto.

Del resto, questa sezione è per i fatti che ci succedono.

Ho incoraggiato Giò a postare il resoconto del suo viaggio a San Pietroburgo.

Ora che ci penso, anche tu hai fatto un viaggio in Russia. :-D

14:01
19 marzo 2009


sandra

Ospite

Che bella questa cosa di tornare "sulle tracce della propria infanzia", Rose. Tuo fratello dev'essere un personaggio e chissà come si sono divertiti i tre cugini e il Tremenda.

W le grandi famiglie! Smile

18:27
19 marzo 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

hai pizzicatoLaughla corda dei ricordi d' infanzia, cara Rose: una corda che suona e risuona in ciascuno. Fluida, gradevolissima descrizione di un ampioSmilenucleo familiare con i suoi personaggi che hai saputo rendere "vivi", par di vederli e sentirli!

dmk

21:20
19 marzo 2009


Rose

Ospite

Grazie, ragazze, dei commenti generosi. Speriamo che altri abbiano da aggiungere esperienze in questa sezione. Smile

21:42
19 marzo 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Sì, speriamo. Mi piacerebbe, per esempio, che, come hai suggerito sopra, Gio postasse davvero il resoconto del suo viaggio in RussiaLaugh

SmileSmileSmile

dmk

12:27
20 marzo 2009


stella

Ospite

Rose a volte mi chiedo il perchè tu non scriva più spesso.

I tuoi racconti sono piacevoli, lineari,hanno il "sapore" dell aria frizzante con quel pizzico di ironia che fa sorridere e riflettere nello stesso tempo.

Hai fatto bene ad aprire questo post dei ricordi e dei resoconti di viaggio.

Come hai ragione.

Non c'era bisogno di annunciarsi con telefonate o inviti particolari.

Ricordo anch'io, quelle bellissime estati al mio paese dove ,quasi ogni giorno arrivava qualche parente od amico dalla città.

Non c'era pane?

Nessun problema!

Si impastava acqua, farina, sale , un fondo d'arrosto , ed ecco pronto un prelibatissimo "gnocco fritto" da gustare con un qualche salume proveniente dall'umida cantina.

In apparenzam non c'era posto per dormire?

Era atto all'uso anche il caldo solaio!

E, poi, che meraviglia , spiare i cugini grandi che tentavano di intortare una qualche fanciulla del luogo.

…….mmmmmm……brutta cosa i ricordi!

(Si rischia di regredire )

Dai ragazzi ,forza lasciateli liberi di posarsi sullo schermo e fatene dono a tutti noi!

15:14
21 marzo 2009


Filippo

Ospite

La cosa strana e assolutamente straordinaria è che i ricordi di uno sembrano i ricordi di tutti. Sarà forse la fascia d'età che ci accomuna (esclusa SandraSmile), sarà la comune sensibilità, ma è come se anch'io avrei potuto benissimo trovarmi nel viaggio che hai descritto. C'è un che di mistico nella sensazione che provo in questo momento: una sorta di paradiso dei ricordi. Così come le anime si ritrovano in un unico posto, anche i ricordi di tutti vanno a confluire in un sito che ognuno di noi può riuscire a vedere. Sapete dove sta lo straordinario? E' nel “bianco e nero” che caratterizza la mia “visione” dei ricordi di tutti. Anche le estati caldissime e assolate le rivedo in una pellicola in bianco e nero. Cos'è? Credo si tratti di melanconia. E serenità. Credo.

18:58
21 marzo 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

i ricordi stanno chiusi in un cassetto e basta un niente, anche un semplice refolo d' aria profumata e il cassetto si apre quel tanto che basta per permettere loro di sgusciare fuori e affollarsi intorno…, sì, anche in bianco e neroSmile

dmk



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