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UtenteMessaggio

15:34
12 giugno 2009


borablu

Ospite

 

       I

 

Figlio mio piccolo,

io vorrei

che vivessimo noi due soli

con tutto il tempo

per noi due

e non voglie d’altri tempi.

E spazi avere, solo nostri

grandi

pieni di noi

come sabbie e mare

e scogli gonfi di vento

nell’iridescenza

delle onde infrante.

E una barca

e maglioni folti di lana

e voglia di pescare

e di giocare poi

sulla sabbia attorno al fuoco.

E ancora tutto il tempo

per raccontarci ancora tutto

e fare programmi

per domani

senza che nessuno ci chiami

altrove.

E sentirti crescere

più forte di me.

E poi…

e poi vederti riempire

la tua sacca d’uomo

e lasciare le tue impronte

perdersi sulla rena

e cancellarsi nella risacca.

Si.

E avere voglia, io,

solo d’un maglione

più grosso

per andare a pesca,

domani.

 

        II

 

E poi riconoscermi

vecchio uomo

solcato dal vento

attorno agli occhi

e bruciato dal sole

alle labbra

secche di lontane seti,

accucciato sottovento

nell’odore di pece

dello scafo

della mia vecchia barca

a rammendare una rete

verificandola poi

contro l’arancione

del cielo di sera.

E spegnere infine la brace

con l’acqua di mare,

che profumo ne sorga

di sale e d’alghe

ad accompagnare il mio sonno

nella capanna

di vecchio legno

solcata dal vento

e bruciata dal sole.

A cullare i miei sogni

di vecchio uomo

dagli occhi diventati chiari

socchiudendosi

verso le nostalgie dell’orizzonte.

 

        III

 

Né mai più

orma sulla sabbia

tornerà verso di me.

 

Che succeda d’estate

quando il sole

non ha mai voglia

d’affogarsi dietro le onde.

Che succeda allora

che i miei occhi

non abbiano più voglia

d’altri tramonti.

23:14
12 giugno 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

ritratti di un esistere, passi del vivere

- il padre che si nutre della vicinanza del figlio bambino, in comunione di sentimenti e di intenti, fino al momento del distacco, in cui il figlio, divenuto uomo, prepara la sua "sacca" e si allontana 

- al "vecchio uomo" resta la nostalgia – rimpianto cui fa da contrappunto la cornice naturale di mare e sole e vento

- la consapevolezza del non – ritorno: non ci saranno impronte a indicare un ritorno. E la nostalgia diventa mestizia e senso di non – voglia "d' altri tramonti". Che capiti d' estate, allora, quando, nelle lunghe giornate, il sole è più splendente e pare non tramontare mai.

Un ' escalation di sentimenti, un percorso tutto in salita, che dal quadro iniziale, passa all' amaritudine di una solitudine consapevole, espressa intensamente e senza un filo di retorica. E anche per questo ancor più significativa.

dmk

06:16
13 giugno 2009


Rose

Ospite

Mi unisco al commento di Daniela.



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