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Strie d' arida polvere di Vittorio Fioravanti

UtenteMessaggio

21:34
5 febbraio 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Sottili e labili scie

disegnatesi sullo specchio

d'un Cosmo immane

polvere d'astri

caduta come fertile pioggia

su un pianeta appartato

dell'ultima galassia

sul margine estremo

dell'Universo

 

Appena ieri

 

Guizzi lungo distese

di mari e oceani profondi

cellule incrociatesi

come per caso

fondali d'alghe

un pulsare di vita

un vibrare incessante di pinne

febbrile ansia di crescere

di sopravvivere per istinto

 

Esseri risaliti dall'acque

tracce sull'umida rena

orme incerte su per i boschi

frutta e semi raccolti

e poi carne inseguita

e vinta

 

Il sapore del sangue

 

Impronte nella polvere

di sentieri corsi nel buio

emozioni

percezioni

esperienze

armi brandite urlando

 

il senso della morte

 

l'idea d'essere

esistere amare e morire

liriche scritte cogli occhi accesi

piramidi e grattacieli

crescente ingegno

il concetto dell'unione

ma radicato l'impulso assassino

fino ad ergersi come possente

razza dominatrice

 

Genia divina

devastatrice

 

E infine ancora strisce

lungo i cieli studiati

di millennio in millennio

esili ponti lanciati nello Spazio

alla conquista di lune ignare

di mondi irraggiungibili

diaspora della stirpe d'un uomo

fatto ad immagine e somiglianza

d'un Dio onnipotente

 

o gesto vano

d'un germe cosmico

 

Un solo unico istante

d'esistenza

e non siamo che stinte strie

d'arida polvere

spazzate via dal Tempo

 

dmk

21:53
5 febbraio 2009


Rose

Ospite

Sempre interessante da ascoltare, questa poesia di Vittorio, di sapore … cosmico.

Se posso permettermi, ho notato che anche la lettrice del video aveva interpretato l'inizio del verso "o gesto vano di un germe cosmico" (verso la fine della poesia), come un'esclamazione: "Oh, gesto vano …!"

L'autore invece mi aveva spiegato che è da leggere:

"stirpe d'un uomo
fatto ad immagine e somiglianza
d'un Dio onnipotente

o gesto vano
d'un germe cosmico
…"

In effetti, pur soffermandosi, con varie immagini, sull' evoluzione dell'uomo, da forme di vita inferiori, non viene esclusa l'ipotesi di una creazione divina.

In entrambi i casi, dice l'autore, gli uomini non lasciano dietro di sè, che 'strie di arida polvere'.

22:27
5 febbraio 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Ti ringrazio per aver riportato la spiegazione di Vittorio ai suoi versi. Ne avevi fatto una gran bella traduzione, me la ricordo bene. 

dmk

11:32
11 febbraio 2009


sandra

Ospite

Mi collego velocemente, tra una pratica d'ufficio e l'altra.

Questa poesia del Fioravanti è supermegagalattica!

Straf…orte l'idea del video. I Pink Floyd sono un po' preistorici, ma adatti alle immagini che scorrono. Ciaoooo Smile

14:04
11 febbraio 2009


stella

Ospite

Sublime sentire declamare questa bellissima poesia.

…………..Tanto materiale su cui riflettere……….



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