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amante di pietra

UtenteMessaggio

22:00
17 marzo 2009


franco

Ospite

http://farm3.static.flickr.com/2144/2181298141_abca765b23.jpg?v=0

amante di pietra

un'altra pietra ancora
a un nuovo amplesso
trarrò alla luce
e poserò sul banco
come a serico talamo
l'amante;
tutta alle mie carezze
ed agli sguardi
lei s'aprirà
senza pudore alcuno
e in breve
io la saprò;
ogni istante di lei
ogni suo vezzo
nato alla fresa
e all'acqua
dominerò;
con attenta violenza
esplorerò la
superficie sua
vergine e fredda;
ogni tagliente spigolo
smussato
a dolcezze più calde
ed accoglienti
restituirò
come il fluir del tempo
nei millenni;
Poi la cospargerò
di patina sapiente,
come sospiri di ruggine
che il ferro,
all'aria affida
e che la cera imprime;
Infine
io non avrò creato
altro che un sasso
intriso di passato
e di ricordi.

 

f

22:29
17 marzo 2009


Rose

Ospite

Credo che per ogni vero artista, in particolare per uno scultore, la 'materia' da modellare diventi davvero come un'amante da scoprire, a poco a poco e dominare, a poco a poco.

E' stupendo questo percorso che descrivi, franco. Così pieno di pathos. Se posso permettermi, trovo, come dire, deludente la chiusa che sembra andare a sminuire l'opera finita … una sorta di captatio benevolentiae, forse o … di rimpianto.

Mi piacerebbe provare a tradurla in inglese, se ti fa piacere. :-D

22:50
17 marzo 2009


franco

Ospite

sei sempre straordinariamente gentile Rose.

Hai certamente ragione per quanto riguarda la chiusa;

forse, almeno nell'intenzione, dovrebbe riportare la metafora ad una dimensione più reale, quasi un risveglio e quindi la "delusione" è un po' il prezzo che si paga in questo genere di presa di coscienza.

Naturalmente mi onora la tua offerta e te ne sono grato fin d'ora.

f

23:13
17 marzo 2009


Rose

Ospite

Bene Smile. Mi cimenterò nell'impresa, sperando che la tua amante di pietra si lasci modellare un pochino anche da me. Domani, però, ok? Kiss

19:06
18 marzo 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Hai saputo rendere, Franco, il sentimento e l' emozione che accompagnano l' operare creativamente. Il masso informe che viene, in questo caso, lavorato e, per così dire, domato a farsi opera d' arte: resa metaforica del processo di trarre "l' anima" dalla pietra e darle forma. Mi è piaciuta, molto. 

dmk

21:08
18 marzo 2009


franco

Ospite

Dolcerose, permettimi di ringraziarti anche qui, per questa offerta che hai trasformato con tanta sollecitudine in un dono prezioso.

grazie anche a te Daniela,

la tua lettura e il tuo apprezzamento mi sono oltremodo graditi.

f

20:25
18 aprile 2009


Rose

Ospite

Il lavoro dell'artista, questo creare un oggetto, dalla materia inerte è qualcosa che affascina, soprattutto chi come me non ha molta manualità, né talenti in questo senso. Frown

Ecco perchè mi piacerebbe molto che Franco se la sentisse di spiegare, anche solo a grandi linee, il processo della lavorazione della pietra: la progettazione, gli strumenti che vengono usati, le varie fasi della lavorazione ecc.

Mica subito subito … quando ha tempo e voglia, naturalmente. Kiss

Riflettere sul lavoro di Bernini e Borromini, di cui s'è parlato in HP e la rilettura di questa bella poesia mi hanno indotta a fare questa richiesta. Mi auguro che Franco voglia essere generoso del suo tempo e della pazienza e lo ringrazio anticipatamente. Kiss

20:48
18 aprile 2009


sandra

Ospite

Che bella idea! Sarebbe carino che quelli che hanno un talento, ci spiegassero come realizzano le loro opere.

Spero anch'io che Franco voglia parlarci del suo lavoro. KissSmileKiss

Ciaoooo. Si va a ballare!!

07:07
20 aprile 2009


franco

Ospite

ringrazio molto Rose per l'attenzione e per la curiosità che esprime nei confronti della mia attività, e anche Sandra che si associa con tanto entusiasmoLaugh

Mi scuserete quindi e spero non vi sembri scortesia, se deluderò la vostra pur così gentile curiosità.

Preferisco lasciar vivere la figura un po' mitizzata, ma pur così gratificante, dello "scultore" che con mazzetta e scalpello "libera" dal blocco amorfo ed inanimato, la sublime immagine che vive al suo interno.Wink

In pratica, quella figura postata da Rose, è abbastanza semplificativa;

Scolpire (e i materiali hanno un'importanza marginale) è nient'altro che questo.

Potrei aggiungere che sotto sotto c'è poi un bagaglio tecnico fatto di disegno, disposizione, apprendimento, esperienza, intuizioni, delusioni, errori e successi, che non credo vi aspettiate possa essere sintetizzato in un post; risulterebbe noiosissimo per voi e un pochino troppo "sintetico" per me.

Però posso senz'altro rassicurarvi che di martellate sulle ginocchia dei miei Mosè, strillando loro: parla! non mi capita troppo spesso l'occasione di darne.Laugh

un rinnovato grazie ed un saluto…polveroso, ma affettuoso.

f

08:01
20 aprile 2009


Rose

Ospite

Una curiosità ed una richiesta un po' … irragionevoli, lo riconosco – spesso le mie lo sono Frown - Ringrazio franco per la risposta gentilissima. Kiss

11:20
20 aprile 2009


Elina

Ospite

una poesia animata da vera passione

molto bella

ciao Franco

11:37
20 aprile 2009


stella

Ospite

Poesia sensuale dove domina la passione.

Eterno gioco d'amore trasferito su di un'opera d'arte.

Passione che funge da starter per ogni attività umana.

Senza di essa non ci sarebbe vita, arte, genio, conoscenza, scoperte scientifiche, ecc.

Sono d'accordo con Rose per quanto riguarda la chiusa , non è solo un sasso amorfo quello creato ma è qualcosa di vivo perchè intriso dei sentimenti dell'artista.

grazie

13:30
20 aprile 2009


sandra

Ospite

Ed io che speravo si facesse un corso qui, via web… Frown

Ho capito che non diventerò una scultrice Confused

Grazie lo stesso, zio Franco. CryWinkKiss

21:15
20 aprile 2009


franco

Ospite

il mio sincero grazie anche ad Elina e a Stella che ha fatto cenno all'amore come presupposto d'ogni atto creativo.

Sandra, la scultura "tradizionale", non è una benedizione per l'aspetto così aggraziato della mano femminile, sicura di voler ignorare il problema?

Di nuovo il mio saluto a Rose e a tutte voiLaugh

f

21:59
20 aprile 2009


Rose

Ospite

Eppure, caro Franco, sembra che sempre più donne si cimentino anche nella scultura. Kiss

Donna Scultura: Homan, MOG, Robzen, Zoé de L'Isle Whittier VII edizione

La scultura è arte maschia, tanto è vero che di scultrici nessuna o quasi se ne conosce nel passato, e poche ancora oggi " così riporta un diffuso quotidiano nel 1939. Eppure è sufficiente una rassegna, anche sommaria, per rendersi conto che si tratta di un pregiudizio: la scultura ben conosce da tempo la mano femminile, basti pensare alle biennali di Venezia o alle quadriennali di Roma di quello stesso periodo con numerose artiste partecipanti, più o meno note. E' evidente che una strada lunga e faticosa sia stata percorsa dalle donne prima di poter affermare la propria ferma identità di scultrici. Una conquista tutto sommato recente, che ha consentito di conoscere un vasto capitolo di creatività, tutta al femminile.
Un universo di emozioni tradotto in scultura. Esperienze di donna, moglie e madre, divenute fonte d'ispirazione di opere, tra infinite suggestioni e profondi significati. In questo contesto ben si inserisce DonnaScultura, ovvero la storia di quattro scultrici che da molti anni lavorano a Pietrasanta. Quattro donne di diversa provenienza. La sacralità e la riservatezza dei loro mondi, il loro cosmo di pensiero e di sentimento si rivelano al pubblico consentendo di leggere l'opera da un privilegiato punto di osservazione, di partecipare, fase dopo fase, al processo creativo da cui nasce la loro scultura.

 

Margot Homan

Mog – Nascita -

Non riesco a portare le immagini più in grande. metto il link:

http://www.museodeibozzetti.co…../intro.htm

22:19
20 aprile 2009


Rose

Ospite

Delle quattro artiste, porto la più classica: Margot Homan

Pensiero alato

Il dubbio di  Icaro

22:27
20 aprile 2009


franco

Ospite

grazie dell'interessante precisazione Rose,

in effetti è vero.

Ormai anche le donne si dedicano a quest'arte e qui a Viterbo ad esempio Clori Anselmi ne è un'importante protagonista che mi onoro di conoscere.

Lei è una scultrice che opera sulla pietra direttamente, ma è una delle poche, se non pochissime.

Molti scultori ormai adoperano materiali più duttili, resine, gessi, polistirolo e molti addirittura si limitano alla realizzazione di piccoli modelli in scala, che ditte specializzate trasferiscono attraverso pantografi alle dimensioni volute, senza più l'intervento dell'artista che in pratica resta più un "progettista" che un esecutore.

Molte scultrici si avvalgono appunto di questa possibilità che è comune comunque anche ai più grandi e quotati nomi.

Alcuni capolavori di Moore, alti diversi metri, in realtà sono usciti dalle sue mani non più alti di poche decine di centimetri.

Una tecnologia che serve l'artista, ma che talvolta lo condiziona, svincolando troppo l'intuizione dai vincoli della realizzazione.

Acc. meno male che volevo risparmiarvi i miei sproloquiEmbarassed

f

12:43
21 aprile 2009


fernirosso

Ospite

all'istituto d'arte non c'è differenza tra ragazzi e ragazze. Lavorano tutti i tipi di materiali, come fanno i loro insegnanti,maschi e femmine anch'essi,nei diversi laboratori:lavorazione legno, lavorazione marmo, lavorazione metalli, fusione…Lo scalpello ma anche le frese, il flessibile, e altri strumenti meccanici aiutano nel lavoro di rimozione del materiale,poichè si lavora per asporto (escludendo la fusione) di materiale. Le dimensioni, non mettono paura a nessuno, ormai le ragazze hanno tenacia da vendere e anche abilità pari a quella dei compagni maschi. E' davvero molto bello vederli lavorare insieme. ciao,ferni

14:32
21 aprile 2009


franco

Ospite

Questo è consolante.

Ho vissuto un po' il progressivo abbandono da parte dei giovani dei cosiddetti "mestieri di bottega", almeno nella realtà che mi circonda.

Viterbo è stata città di una prestigiosa tradizione di scalpellini (loro detestano sentirsi dare dello "scultore"), ma i corsi regolari non esistono praticamente più.

Per quanto riguarda la presenza femminile, conferma quanto penso da sempre, il problema della pietra (in senso ampio), non è la durezza, bensì la sua fragilità; ecco perchè credo che la sensibilità femminile possa trovare nella scultura una naturale possibilità di espressione.

Un saluto ad alto rilievoLaugh

f



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