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L'erba ha così poco da fare

UtenteMessaggio

22:35
11 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

The Grass so little has to do-
A Sphere of simple Green-
With only Butterflies to brood
And Bees to entertain-

And stir all day to pretty Tunes
The Breezes fetch along-
And hold the Sunshine in its lap
And bow to everything-

And thread the Dews, all night, like Pearls-
And make itself so fine
A Duchess were too common
For such a noticing-

And even when it dies-to pass
In Odors so divine-
Like Lowly spices, lain to sleep-
Or Spikenards, perishing-

And then, in Sovereign Barns to dwell-
And dream the Days away,
The Grass so little has to do
I wish I were a Hay-

Emily Dickinson

*************
L'erba ha così poco da fare 
sfera di semplice verde
a nutrir farfalle 
e trastullare api.

Intonare tutto il giorno note
che l' aria invola,
tenere in grembo il sole 
ed inchinarsi a ogni cosa.

Infilare rugiada 
la notte come perle
e farsi così bella
che una Duchessa sarebbe troppo comune
per venir notata.

E persino quando muore, svanire
in fragranza divina,
come umili spezie – perse nel sonno
o nardi – morenti.

E poi abitare in granai sovrani
e i giorni sognare.
Poco ha da fare l'erba
Ed io vorrei essere fieno.

dmk

02:40
12 ottobre 2009


borablu

Ospite

THE GRASS

Pile the bodies high at Austerlitz and Waterloo.
Shovel them under and let me work–
I am the grass; I cover all.

And pile them high at Gettysburg
And pile them high at Ypres and Verdun.
Shovel them under and let me work.
Two years, ten years, and the passengers ask the conductor:
What place is this?
Where are we now?

I am the grass.
Let me work.

[Carl Sandburg (1878-1967)] 

10:30
12 ottobre 2009


Rose

Ospite

Due punti di vista assolutamente veri, ancorchè diversi. Surprised

Il primo, tutto poetico, esalta il ruolo dell'erba in natura, in contrasto con il titolo, dolcemente ironico; il secondo ricorda l'aspetto cruento delle guerre e come l'erba, nel tempo, ricopra i campi di battaglia, fino a far dimenticare le brutture dei cadaveri impilati. La chiusa ("sono l'erba/lasciatemi fare il mio lavoro") sembra rispondere con amara ironia allo spirito della prima composizione.

Complimenti a Daniela e Mario per questo interessante scambio di versi.

14:39
12 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Traduzione di The Grass di Carl Sandburg

L' erba

Fate alti mucchi di cadaveri ad

Austerlitz e Waterloo,

seppelliteli sotto la terra e

lasciatemi lavorare:

io sono l'erba, io copro tutto.

E fatene alti mucchi a Gettysburg,

e alti mucchi a Ypres e Verdun.

Seppelliteli sotto la terra e lasciate-

mi lavorare.

Due anni, dieci anni, e i viaggiatori

chiedono al capotreno:

Che luogo è questo?

Dove siamo ora?

Io sono l'erba .

Lasciatemi lavorare.

Ringrazio Mario per la poesia e Rose per i commentiLaugh

dmk

23:02
13 ottobre 2009


borablu

Ospite

… quel "capotreno" proprio….

23:18
13 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

"conducente"?

"bigliettaio"?Laugh

dmk

15:37
14 ottobre 2009


borablu

Ospite

Meglio.

In fondo potrebbero essere anche in bus.

16:11
14 ottobre 2009


Manfredi

Ospite

la traduzione classica di questo testo riporta 2 varianti:

1. conducente

2. capotreno

dove la prima fornisce l' indicazione generalizzata di un mezzo di trasporto, qualsiasi esso possa essere

mentre la seconda localizza il mezzo di trasporto, materializzandolo in un “treno”.

la scelta dell' una o dell' altra opzione dipende dal gusto personale del traduttore.

Smilenonchè dalla sua volontà o meno di suggerire qualcosa (per es. vagoni e vagoni uniti gli uni agli altri a percorrere enormi distanze, portando il loro carico di ignara (ignorante) umanità.

16:45
14 ottobre 2009


borablu

Ospite

E va bene. L'Hazon (Garzanti) del 2005 porta per “conductor”:

1 – direttore (d'orchestra, coro, ecc.)

2 – bigliettaio (di tram, autobus); (amer:) capotreno, controllore

3 – guida (di persone); accompagnatore (di turisti)

4 – direttore (d'impresa)

Poichè il capotreno non mi sembrava molto poetico, io avrei adottato “guida”.                         

Comunque l'idea di Manfredi del treno dai molti vagoni ecc. è interessante..

Daniela non prendertela: sono, a volte, un pedestre pignolo!

22:12
14 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Mi conosci, Mario e lo sai che, per queste cose, che poi sono interpretazioni personali, non me la prendo, MAI.Laugh Tutti possono far notare una loro preferenza o quella che può loro apparire come una discrepanza.

La motivazione della scelta l' ha data egregiamente Manfred.

Non avrei usato il termine guida perché troppo vago (significativo, sì, ma generalizzante, mentre qui si sottolinea il senso del "viaggio" in memoriam – che sia da monito. cfr. passengers = viaggiatori).

Ciao, Mario!Laugh

dmk

08:56
15 ottobre 2009


Rose

Ospite

Interessante la diatriba sul 'capotreno'. Smile

Le comitive di turisti viaggiano più facilmente in autobus e la guida risponde alle loro domande. D'altra parte, l'idea del treno evoca  l'immagine dei vagoni pieni di povera umanità in viaggio verso il campo di sterminio citato nei primi versi e mi fa venire in mente anche il treno sigillato di "Cassandra crossing". Contesti più drammatci, maggiormente in linea forse con il clima generale della poesia.

17:38
15 ottobre 2009


fernirosso

Ospite

l'erba, la più tenera e indifesa, quella che si lascia calpestare  e si risolleva.L'erba, la prima colonizzatrice dei luoghi disabitati,la prima nota di colore dopo il deserto dell'inverno. L'erba che cresce ovunque vi sia una seme di terra,l'erba che si radica e si tesse,l'erba medicamentosa,l'erba ludica, l'erba luminosa che raccoglie le ricchezze della brina e del gelo.Che non ci scappi un filo d'erba, potrebbe volare fin sulla luna e in un batter baleno filare crateri e mari dandoci una luna senza più ombra di sole, solo  un carico verde, un damasco senza via di ritorno. Liberamente elaborato sulle tracce di Daniela e degli altri partecipanti a questo incontro.f

13:42
16 ottobre 2009


Rose

Ospite

   Foglie d'erba di Walt Whitman

Nel 1855 la prima edizione, a spese dell'autore. Se ne venderanno poco più di due dozzine di copie. E' l'unica raccolta poetica di Whitman che nel corso della vita ne farà altre 9 edizioni, rinnovandole continuamente ed ampliandole in modo notevole. La sua è una poesia fortemente radicata nella terra d'origine, l'America del nord, da cui “ogni singola foglia d'erba trae energia”.

Profumata erba del petto mio

foglie di tomba, foglie del corpo …

radici perenni …

tornerete ogni anno a fiorire, donde vi siete ritratte di nuovo emergendo …”

(non c'entra con l'erba, ma è una delle poesie più note di Whitman)

14:27
16 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Grazie, Rose, per i tuoi interventi e per aver portato Leaves of grassLaugh

Grazie, Ferni, per la tua personalissima elaborazioneLaugh

ecco una nuova Foglia d' erba di Whitman

Continuità

Niente è mai veramente perduto, o può essere perduto,
Nessuna nascita, forma, identità – nessun oggetto del
mondo.
Nessuna vita, nessuna forza, nessuna cosa visibile;
L'apparenza non deve ostacolare, né l'ambito mutato
confonderti il cervello.
Vasto è il Tempo e lo Spazio, vasti i campi della Natura.
Il corpo, lento, freddo, vecchio – cenere e brace dei
fuochi d'un tempo,
La luce velata degli occhi tornerà a splendere al
momento giusto;
Il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e
meriggi;
Alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della
primavera,
Con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.

Trad.Ariodante Marianni

dmk

22:38
16 ottobre 2009


Manfredi

Ospite

 

A child said, What is the grass? fetching it to me with full

hands;

How could I answer the child?. . . .I do not know what it

is any more than he.

I guess it must be the flag of my disposition, out of hopeful

green stuff woven.

Or I guess it is the handkerchief of the Lord,

A scented gift and remembrancer designedly dropped,

Bearing the owner's name someway in the corners, that we

may see and remark, and say Whose?

Or I guess the grass is itself a child. . . .the produced babe

of the vegetation.

Or I guess it is a uniform hieroglyphic,

And it means, Sprouting alike in broad zones and narrow

zones,

Growing among black folks as among white,

Kanuck, Tuckahoe, Congressman, Cuff, I give them the 

same, I receive them the same.

And now it seems to me the beautiful uncut hair of graves.

Tenderly will I use you curling grass,

It may be you transpire from the breasts of young men,

It may be if I had known them I would have loved them;

It may be you are from old people and from women, and

from offspring taken soon out of their mother's laps,

And here you are the mother's laps.

This grass is very dark to be from the white heads of old

mothers,

Darker than the colorless beards of old men,

Dark to come from under the faint red roofs of mouths.

O I perceive after all so many uttering tongues!

And I perceive they do not come from the roofs of mouths

for nothing.

I wish I could translate the hints about the dead young men

and women,

And the hints about old men and mothers, and the offspring

taken soon out of their laps.

What do you think has become of the young and old men?

What do you think has become of the women and

children?

They are alive and well somewhere;

The smallest sprouts show there is really no death,

And if ever there was it led forward life, and does not wait

at the end to arrest it,

And ceased the moment life appeared.

All goes onward and outward. . . .and nothing collapses,

And to die is different from what any one supposed, and

luckier. 

—————–

Che cosa è l'erba? Mi chiese un bambino,
portandomene a piene mani; 
Come potevo rispondergli? Non so meglio di lui che 
cosa sia.
Suppongo che sia la bandiera della mia vocazione, 
fatta col verde tessuto della speranza. 

O forse é il fazzoletto del Signore, 
Un dono profumato e un souvenir lasciato di proposito cadere, 
Che porta il nome del proprietario in un angolo, sicché 
possiamo vederlo e domandarci di Chi può essere? 

O forse l'erba stessa é un bambino, il bimbo generato 
dalla vegetazione. 

O un geroglifico uniforme
Che voglia dire, crescendo tanto in ampi spazi che in 
chiusi, 
Fra popoli neri e quelli bianchi, 
Canachi, Tuckahoe, Membri del Congresso, e gente 
comune, do a tutti loro lo stesso, e li accolgo 
tutti nello stesso modo. 

E ora mi sembra la bella chioma mai tagliata delle 
tombe. 

Ti userò con gentilezza, erba ricciuta, 
Forse traspiri dal petto di giovani uomini, 
Che avrei potuto amare, se li avessi conosciuti, 
Forse provieni dai vecchi, o dai piccoli anzitempo sottratti 
al grembo della madre, 
E ora ecco, tu sei il ventre materno. 
Quest'erba è troppo scura per uscire dal capo canuto 
delle nonne, 
Più scura delle barbe scolorita dei vecchi, 
E' scura per venire dal roseo palato delle bocche. 

Oh nonostante tutto io sento il parlottio di tante
lingue,
E comprendo che non esce dalle bocche per niente. 

Vorrei poter tradurre gli accenni ai giovani morti, 
alle fanciulle,
Gli accenni ai vecchi e alle madri, ai rampolli sottratti anzitempo 
al loro grembo. 

Che cosa pensate sia avvenuto dei giovani e dei 
vecchi? 
E che cosa pensate che sia avvenuto delle madri e dei 
figli? 

Vivono e stanno bene in qualche luogo, 
Il più minuto germoglio ci dimostra che davvero 
non vi é morte, 
E che se anche c'é essa conduce diritta alla vita, e non 
aspetta la fine per arrestarla, 
E che é cessata nell'istante in cui la vita è apparsa. 

Tutto continua e tutto si estende, niente si annienta, 
E il morire è diverso da ciò che tutti suppongono, e 
ben più fortunato.

21:47
17 ottobre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Il Whitman migliore, nella semplicità del linguaggio e nella linearità del pensiero che muove dall' osservazione della natura per confluire in una proposizione filosofica. Grazie.

dmk



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