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UtenteMessaggio

22:19
13 novembre 2009


admin

Amministratore

messaggi3520

Il regista inglese Danny Boyle torna al cinema con "The millionaire", storia tutta ambientata in India, basata sul romanzo di Vikas Swarup "Le dodici domande". Una storia "bizzarra" più che altro per come è organizzata: difatti l'esistenza del protagonista Jamal, un paria, è ricostruita attraverso le domande di un quiz televisivo, il noto "Chi vuol essere milionario?", che via via danno lo spunto per la messa in scena di flashback che gettano luce sul percorso fatto dal giovane indiano per sedere di fronte al "Gerry Scotti" della situazione.

Quello che ne esce è un piacevole e ben condito mosaico, che appassiona, emoziona e talvolta diverte. Nel plot c'è difatti spazio sia per la risata, vedi gli espedienti di Jamal e fratello per campare; sia per il dramma, con la messa in scena delle miserie della fascia più indigente dell'India, sfruttata anche cinicamente dagli aguzzini di turno; sia per il romanticismo, con la love-story dal gusto favolistico fra il protagonista e la bella Latika. 

Il film ha sbaragliato tutta la concorrenza e ha vinto otto statuette agli Oscar 2008.

dmk

19:25
14 novembre 2009


Manfredi

Ospite

me lo son visto in DVD di recente. 

devo dire che mi è piaciuto particolarmente perché é giocato fra la realtà tremenda degli slums, miseria e miseria e miseria drammatica, e la "favola" che crea il presupposto per un riscatto che poco ha a che spartire con i quattrini vinti partecipando al Milionario (altra solenne lezione di vita in questo mondo di consumismo), ma TUTTO ha da spartire con l' amore: un amore nato fra i detriti di una vita miserrima, passato attraverso prove, ricatti e violenze d' ogni tipo, ma sempre costante, sempre rinato, sempre sfolgorante e, alla fine, vittorioso.

17:33
3 gennaio 2010


Rose

Ospite

Ho visto il film ieri sera. Una bella favola, alla fine, dove l'amore trionfa e sono premiati i buoni sentimenti.

Mi ha colpito il fatto che il gioco del Milionario sia proprio identico a come lo fanno in Italia. Persino la musica. Non è la sola trasmissione che viene adottata con lo stesso format in decine e decina di paesi. Ovunque, il miraggio di arricchire è posto davanti a milioni, o meglio, miliardi di spettatori. Certo, per tanti è l'unico modo per riscattarsi da una vita miserevole e ingiusta, come nel caso del protagonista del film.

Io mi sono sentita a disagio, come una marionetta che all'improvviso si accorge dei fili che la muovono. Lo so che sto scoprendo l'acqua calda … non è che non abbia mai pensato a queste cose, anzi! Diciamo che, ancora una volta, ho avuto ragione di chiedermi se il Grande Fratello non sia quello della 'casa', ma quello che impone questi format in tutto il mondo e, insieme alla pubblicità, muove le fila delle aspettazioni e dei desideri, impone mode, crea necessità … uccide le culture locali, in nome di una globalizzazione di pensiero. Preoccupante è dir poco.



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