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Nella valle di Elah

UtenteMessaggio

22:58
28 marzo 2010


admin

Amministratore

messaggi3520

Il titolo fa riferimento alla valle che vide lo scontro di Davide e Golia… Ma ora a vincere è Golia, sottolinea amaramente il regista Paul Haggis (reduce dal trionfale esordio di Crash).

Uno dei più riusciti lavori sul crollo dell'american dream (”uno dei migliori film contemporanei sulla “perdita dell'innocenza” degli americani”, Repubblica) : un'opera tesa e massimamente asciutta (con l'andamento di un coinvolgente poliziesco) che sembra appartenere più alla migliore cinematografia europea che a quella hollywoodiana.

Commuove e sconvolge Nella valle di Elah, giustamente definito dalla critica “film doloroso, difficile, scomodo”.
A onore di Haggis il mostrare con decisione e senza ipocrisia (evitando accuratamente ogni forma di retorica o di facile melodramma) come la guerra trasformi l'essere umano.
Attualissimo il messaggio: perché Saul ha permesso che Davide sfidasse il mostro? perché l'America permette che i suoi ragazzi facciano altrettanto con il mostro della guerra? L'America ha bisogno del resto del mondo, senza questo l'America non può farcela, perde militarmente ma soprattutto moralmente.
Bellissima l'ultima scena, che riassume compiutamente e dolorosamente il significato dell'intero film.

Due ore dove le pause, i silenzi, gli sguardi hanno la medesima importanza dei dialoghi e delle azioni… due ore che catturano la nostra attenzione procurandoci inquietudine, angoscia, orrore: inevitabile interrogarsi su cosa stia accadendo al mondo odierno.

Superiori a qualsiasi elogio le performance dei protagonisti.
La prova di Tommy Lee Jones è quanto di meglio si sia visto negli ultimi anni e non sarà facile dimenticarla. Charlize Theron offre una delle più sentite interpretazioni della sua carriera, evidenziando una ammirevole capacità di trasformazione e di immedesimazione. Susan Sarandon conferma di essere una delle migliori attrici del cinema contemporaneo: ha poche scene ma le bastano per rendere indimenticabile il suo personaggio.

Da far proprio il giudizio conclusivo di MyMovies:
“Una costruzione narrativa che non può essere scalfita sotto nessun punto di vista: intreccio, pathos, commozione, citazioni bibliche… sono impeccabili e rendono il film privo di qualsivoglia smagliatura”.

dmk

08:19
29 marzo 2010


Rose

Ospite

Film da vedere.

A volte viene da chiedersi quanto ci stiano mettendo gli Americani a "perdere l'innocenza". Sono decenni, ormai, che va avanti questo 'processo'.

Quanto alla guerra, continuo a pensare che siano solo interessi economici, mascherati da pretesti retorici. Yell

22:12
29 marzo 2010


admin

Amministratore

messaggi3520

Da vedere, sì. Ci sono caduta per caso qualche sera fa, l' hanno fatto in seconda serata e ho fatto notte fondaSmile, non sono riuscita a staccarmene. Il tema è di piena attualità e il "risvolto" su cui si impernia è tremendamente vero. Le atrocità compiute in guerra, qualsiasi guerra, hanno una ricaduta, oggi forse più di ieri, su quanti sono impegnati al fronte, devastante. Al punto da divenire causa di comportamenti devianti e bestiali. La vicenda (che si basa su una storia vera, da quanto mi risulta), calata nella realtà americana di oggi, pone domande che avrebbero diritto a risposte. La scena finale del film è, in questo senso, emblematica. La Stars and Stripes che viene alzata nell' aria, attaccata, di proposito, sotto sopra*, è un grido d' aiuto.

* La convenzione internazionale dice che se una bandiera viene alzata in senso inverso, rappresenta una richiesta d' aiuto.

dmk

22:53
29 marzo 2010


admin

Amministratore

messaggi3520

Mi sono dimenticataSmile

Credo che l' innocenza americana sia andata persa già da un po'. Lo diceva Updike nei suoi romanzi, lo stigmatizzava Fiedler nei suoi studi quando puntava il dito contro i peccati originali degli Americans. 

In altre parole credo che esista una classe intellettuale che ha preso coscienza della fine dell' innocenza. Altro discorso al di fuori di questo "ristretto" gruppo, in particolare là dove gli interessi di poteri forti dettano legge.

dmk

10:39
30 marzo 2010


Pietro

Ospite

Si, qualcosa è cambiato nell'atteggiamento americano di essere i guardiani della pace mondiale e portatori di democrazia. Prima peccavano di presunzione (o ingenuità) da soli; adesso hanno bisogno dell'appoggio di altri paesi.

Scusate, io disapprovo ogni guerra. Non credo che esistano guerre giuste.

E che l'economia di alcuni paesi si basi sull'industria della guerra (perchè tali sono la fabbrica di armi ed il loro commercio) aggiunge solo squallore alla tragedia.

E che gran parte della ricerca sia a servizio della guerra è la misura della miseria umana.

18:36
30 marzo 2010


admin

Amministratore

messaggi3520

Non esistono Guerre Sante. La guerra è solo la manifestazione di quanto di più marcio giace nel fondo dell' animo umano. Ma sono parole al vento. Basta guardarsi attorno. Basta ascoltare le notizie. Fra stragi, terrorismo (Santo, anche questo), guerriglia, guerre sparse, fuoco amico &C, c' è da dare la testa al muro. 

Più di 60 anni fa Raoul Follerau strepitava già contro l' industria della guerra e faceva i conti dei suoi costi (in denaro) e cercava di far capire quanti problemi con quei denari si sarebbe potuto risolvere…

Ero al Liceo, quando lessi questo e ve lo passo perché lo ritengo attuale, oggi come ieri, più di ieri:

Giovani di tutto il mondo, o la guerra o la pace sono per voi. Scrivevo, venticinque anni fa: "O gli uomini impareranno ad amarsi o, infine, l'uomo vivrà per l'uomo, o gli uomini moriranno.

Tutti e tutti insieme.

Il nostro mondo non ha che questa alternativa: amarsi o scomparire.

Bisogna scegliere. Subito. E per sempre.

Ieri, l'allarme.

Domani, l'inferno.

I Grandi – questi giganti che hanno cessato di essere uomini – possiedono, nelle loro turpi collezioni di morte, 20.000 bombe all'idrogeno, di cui una sola è sufficiente a trasformare un'intera Metropoli in un immenso cimitero. Ed essi continuano la loro mostruosa industria producendo tre bombe ogni 24 ore.

L'Apocalisse è all'angolo della strada.

Ragazzi, Ragazze di tutto il mondo, sarete voi a dire "NO" al suicidio dell'umanità.

"Signore, vorrei tanto aiutare gli altri a vivere". Questa fu la mia preghiera di adolescente.

Credo di esserne rimasto, per tutta la mia vita, fedele…

Ed eccomi al crepuscolo di una esistenza che ho condotto il meglio possibile, ma che rimane incompiuta.

Il Tesoro che vi lascio, è il bene che io non ho fatto, che avrei voluto fare e che voi farete dopo di me.

Possa solo questa testimonianza aiutarvi ad amare.

Questa è l'ultima ambizione della mia vita, e l'oggetto di questo "testamento".

*   *   *

Proclamo erede universale tutta la gioventù del mondo. Tutta la gioventù del mondo: di destra, di sinistra, di centro, estremista: che mi importa!

Tutta la gioventù: quella che ha ricevuto il dono della fede, quella che si comporta come se credesse, quella che pensa di non credere. C'è un solo cielo per tutto il mondo.

*   *   *

 Più sento avvicinarsi la fine della mia vita, più sento la necessità di ripetervi: è amando che noi salveremo l'umanità.

E di ripetervi: la più grande disgrazia che vi possa capitare è quella di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a niente.

Amarsi o scomparire.

Ma non è sufficiente inneggiare a: "la pace, la pace", perché la Pace cessi di disertare la terra.

Occorre agire. A forza di amore. A colpi di amore.

I pacifisti con il manganello sono dei falsi combattenti. Tentando di conquistare, disertano. Il Cristo ha ripudiato la violenza, accettando la Croce.

Allontanatevi dai mascalzoni dell'intelligenza, come dai venditori di fumo: vi condurranno su strade senza fiori e che terminano nel nulla.

Diffidate di queste "tecniche divinizzate" che già San Paolo denunciava.

Sappiate distinguere ciò che serve da ciò che sottomette.

Rinunciate alle parole che sono tanto più vuote quanto sonore.

Non guarirete il mondo con dei punti esclamativi.

Ciò che occorre è liberarlo da certi "progressi" e dalle loro malattie, dal denaro e dalla sua maledizione.

Allontanatevi da coloro per i quali tutto si risolve, si spiega e si apprezza in rapporto ai biglietti di banca.

Anche se sono intelligenti essi sono i più stupidi di tutti gli uomini.

Non si fa un trampolino con una cassaforte.

Bisognerà che dominiate il potere del denaro, altrimenti quasi nulla di umano è possibile, ma con il quale tutto marcisce.

Esso, Corruttore, diventi Servitore.

Siate ricchi della felicità degli altri.

Rimanete voi stessi. E non un altro. Non importa chi. Fuggite le facili vigliaccherie dell'anonimato.

Ogni essere umano ha un suo destino. Realizzate il vostro, con gli occhi aperti, esigenti e leali.

Niente diminuisce mai la dimensione dell'uomo. Se vi manca qualcosa nella vita è perché non avete guardato abbastanza in alto.

Tutti simili? No.

Ma tutti uguali e tutti insieme!

Allora sarete degli uomini. Degli uomini liberi.

Ma attenzione!


La libertà non è una cameriera tuttofare che si può sfruttare impunemente. Né un paravento sbalorditivo dietro il quale si gonfiano fetide ambizioni.

La libertà è il patrimonio comune di tutta l'Umanità. Chi è incapace di trasmetterla agli altri è indegno di possederla.

Non trasformate il vostro cuore in un ripostiglio; diventerebbe presto una pattumiera.

Lavorate. Una delle disgrazie del nostro tempo è che si considera il lavoro come una maledizione. Mentre è redenzione.

Meritate la felicità di amare il vostro dovere.

E poi, credete nella bontà, nell'umile e sublime bontà.

Nel cuore di ogni uomo ci sono tesori d'amore.

Spetta a voi, scoprirli.

La sola verità è amarsi.

Amarsi gli uni con gli altri, amarsi tutti. Non a orari fissi, ma per tutta la vita.


Amare la povera gente, amare le persone infelici (che molto spesso sono dei poveri esseri), amare lo sconosciuto, amare il prossimo che è ai margini della società, amare lo straniero che vive vicino a voi.

Amare.

Voi pacificherete gli uomini solamente arricchendo il loro cuore.

 *   *   *

 Testimoni troppo spesso legati al deterioramento di questo secolo (che fu per poco tempo così bello), spaventati da questa gigantesca corsa verso la morte di coloro che confiscano i nostri destini, asfissiati da un "progresso" folgorante, divoratore ma paralizzante, con il cuore frantumato da questo grido "ho fame!" che si alza incessante dai due terzi del mondo, rimane solo questo supremo e sublime rimedio: ESSERE VERAMENTE FRATELLI.

Allora… domani?

Domani, siete voi.

R. Follerau

dmk

22:44
30 marzo 2010


Manfredi

Ospite

ricordo bene il film, ci si aspettava che, quell' anno, facesse incetta di oscar, invece no. forse è stato sentito un poco "scomodo", con la sua analisi anti – militarista.

quanto all' innocenza, vera o presunta tale, defunta o meno, dell' anima americana, credo si possa dire, per riassumere: c' era una volta…Wink

anche l' America ha bisogno dell' appoggio altrui, per peccare? effetto della globalizzazione? in passato almeno ognuno peccava per i fatti suoi e mascherava i propri peccati con i suoi soli mezzi. questo per dire che, per mio conto, oggi non si salva niente e nessuno. e l' America che si pone come target l' esportare la democrazia per solo amore della democrazia, oggi, certo, non convince più. 

la guerra, uno dei quattro cavalieri dell' Apocalisse di San Giovanni:



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