“e mi vengono in mente giorni che sono arrivati e fuggiti senza muoversi mai”
Vedrai querce maestose sul selciato piangere foglie gialle e ghiande nude; vedrai la pioggia calda dell'autunno posarsi sui sentieri della mente a dissetar momenti mai vissuti, scene accadute ieri o forse mai. Stasi di movimento in sospensione, senza muoversi mai, e mai fuggendo, il tempo si consuma in folle quiete e tu, spalle al domani, occhi socchiusi, affonderai le mani nella terra e canterai la nenia della vita. Vedrai la luna araba nel cielo fendere il buio ai giorni che verranno.
Un volgersi indietro ad evocare un futuro mai vissuto.
Mi piace molto la disciplina della metrica, quando serve a donare questa musicalità ai versi.
Ben trovato Filippo.
f
ps: ma li ami davvero i cavalli?
14:16 9 Febbraio 2009
stella
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messaggi420
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Il presente e il futuro si confondono nel tempo che passa come un soffio.
Ci sarà sempre la luna araba ad illuminare lo splendido cielo d'oriente, come a ricordare che rimane sempre qualcosa di in-compiuto. di sospeso, di attesa.
Mi è piaciuta filippo, complimenti bellissime immagini.