| Utente | Messaggio |
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17:32 13 Febbraio 2009
| Filippo
Member
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Non l’ho letto quel libro, ieri sera. Non sono andato neanche a letto: non lo meritavo il sonno, ieri sera. Ho spento e posato il cellulare, non lo faccio mai, ho raccattato sigarette ed accendino, e sono uscito nella notte. A piedi. Di proposito. La serata era calda, un’eccezione anche per noi, in questo periodo. Erano quattro anni che non tornavo in quel posto. Ci andavo con Joe, il mio chow chow, durante le sue solite scorribande pomeridiane. Poco distante dall’inizio del sentiero del boschitello c’è un enorme carrubo, scampato miracolosamente agli incendi, le cui “radici senza sepoltura” formano in un punto una comoda poltrona, simile ad un trono, con schienale e un bracciolo. Io mi sedevo lì, sganciavo il guinzaglio al cane, e lui partiva come una saetta, scomparendo tra i cespugli. Per un po’ percepivo la sua presenza nei paraggi, poi spariva anche il rumore, e rimanevo da solo, tranquillo, sicuro che sarebbe tornato. Anche lui era sicuro che al suo ritorno mi avrebbe trovato seduto lì ad aspettarlo. Poi una carezza nel folto pelo del collo, simile ad una criniera, e tornavamo a casa, al buio. Conoscevamo entrambi a memoria il percorso. Mi manca molto il mio Joe. Ho fatto la stessa cosa ieri sera. Ho ritrovato subito il posto, mi sono seduto ed ho acceso una sigaretta: mancavano dieci minuti all’una. Ho tolto il guinzaglio ai miei pensieri, e sono rimasto lì da solo per un tempo indefinito. …alla fine, anche loro sono tornati. Tutti.
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“non confonderti mai con gli altri suoni”
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18:45 13 Febbraio 2009
| sandra
Membro
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Bello il tuo pezzo, filippo. I luoghi sembrano conservare così indelebilmente il ricordo di chi ci è stato caro.
Allora, filippuzzo. Abbiamo capito che scrivere, sai scrivere. Adesso aspettiamo di vedere se sai anche leggere e commentare…gli altri, come si diceva nel decalogo.
Ah!ah!ah! qui sono tutte delle gentili signore. Tocca alla più giovane e irriverente, dire pane al pane e vino al vino.
Baciamo le mani! 
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19:30 13 Febbraio 2009
| Rose
Member
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La sincerità di sandra è … disarmante. 
Ho letto volentieri il tuo brano in prosa, filippo.
Una prosa piena di poesia.
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20:16 13 Febbraio 2009
| admin
Amministratore
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| messaggi2922 |
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Non dar troppo “peso” a Sandrina, Filippo! 
Il tuo lavoro mi è piaciuto molto: il luogo che stimola il ricordo. Finemente concluso nelle ultime righe.

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21:53 13 Febbraio 2009
| franco
Member
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| messaggi409 |
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“…Alla fine, anche loro sono tornati.
Tutti…”
Si, è vero,
Tornano sempre, tutti.
Anche quelli che inutilmente speriamo si siano smarriti.
Maledetti pensieri che sopravvivono ai nostri poveri cani fedeli e che sembrano a volte abbandonarci per una breve tregua, giusto la durata di una sigaretta, ma poi…ritornano sempre ad invadere la memoria.
f
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